COMUNICATO STAMPA

In soli due anni di attività la Cooperativa tra allevatori umbri, nata nel marzo 2016 dall’intuizione di un gruppo di allevatori e la direzione carni di Pac2000a Conad, ottiene risultati importanti, in termini di economia, risposta dei consumatori e sviluppo per le piccole e medie imprese che hanno creduto sin da subito al progetto. Un modello, quello umbro, già esportato nel Lazio, che riesce a crescere grazie alla sinergia ed alla stretta collaborazione con Pac2000a Conad, che permette di arrivare direttamente al consumatore finale con un prodotto garantito, di qualità e certificato da un disciplinare ministeriale ottenuto nel 2017.
Degustazioni gratuite, informazioni e carne genuina: la prima tappa della campagna promozionale toccherà già sabato i supermercati Conad presenti in tutta l’Umbria

Bastia Umbra, 6 Aprile 2018 – “CARNI UMBRE DI QUALITÀ… SI PUÒ FARE! COOPERATIVA TRA ALLEVATORI UMBRI: UNA STORIA DI SUCCESSO”, è il titolo del convegno presentato alla cinquantesima edizione di Agriumbria dalla stessa Cooperativa, moderato dal giornalista Radio Rai Sandro Capitani. A due anni circa dalla nascita, la Cooperativa tra.

Allevatori Umbri in sinergia con il settore carni di Pac2000A Conad, ha presentato i risultati raggiunti e gli obiettivi futuri, una crescita che parla di numeri e di persone. Sono diciassette i piccoli e medi allevatori che da Umbertide a Massa Martana, hanno creduto nel progetto: riuscire a fare squadra, fare economia in termini di burocrazia ed investire nell’azienda, con l’obiettivo di arrivare al consumatore finale con un prodotto di qualità. Gli allevatori intervenuti al convegno parlano di risultati e crescita reali: “Insieme possiamo acquistare macchinari, ridurre i costi e i tempi legati alla burocrazia, ne guadagna così il prodotto finale. In un anno siamo passati da 60 a 140 capi, una crescita che riesce difficile pensarla fuori da questa realtà associativa GIULIANO BECECCHI, IL PRESIDENTE, parla di obiettivi per il 2018: arrivare a 1500 capi ed accogliere nuove aziende. “Abbiamo attivato una campagna promozionale, dal titolo Carni Umbre Tour, all’interno dei supermercati a marchio Conad siamo così riusciti ad arrivare direttamente al consumatore, facendo assaggiare il nostro prodotto: carne umbra e certificata, che rispetta rigidi criteri a garanzia della qualità, la certezza dell’identità degli animali, della razza, dell’età e del sesso, nonché la TRACCIABILITA’ DELLA FILIERA e la SANA ALIMENTAZIONE DEGLI ANIMALI. I nostri soci sono giovani, già titolari di aziende che stanno affiancando magari i genitori nel nuovo progetto di sviluppo secondo la visione della cooperativa.” Il prodotto nasce anche dall’esigenza di soddisfare i nuovi criteri di scelta dei consumatori, che non cercano più la “marca” ma un prodotto di filiera, attenti alla sicurezza alimentare e al concetto di “sano e vicino”. PAOLO LUCHERONI, DIRETTORE SETTORI CARNI PAC2000A CONAD, racconta come mancasse un prodotto con queste caratteristiche e come il modello della cooperativa sia stata la scelta vincente. “Vogliamo portare nei supermercati del resto d’Italia la nostra carne a “marchio Umbria”, le piccole aziende coinvolte nel progetto conoscono i capi uno per uno, “solo con realtà di queste dimensioni, riesci a fare controllo e qualità. La nostra non vuole essere la cooperativa di pochi, il nostro obiettivo è avere nuovi soci e crescere con nuovi allevatori, per esportare il modello in altre regioni d’Italia”. Oggi è già realtà la Cooperativa tra Allevatori del Lazio, nata sul modello di quella umbra, che nel 2017 ha già superato i 3 milioni di fatturato. Qualità in termini di gusto, sicurezze ed economia regionale, il prodotto della cooperativa riesce a soddisfare queste tre diverse esigenze. PAOLO FELICETTI, COMMERCIALISTA E REVISORE CONTABILE DELLA COOPERATIVA, delinea i cambiamenti della zootecnia Umbra. Sulla base dei dati analizzati del sesto censimento generale dell’agricoltura in Umbria, dal 2000 al 2010 le aziende zootecniche si sono ridotte del meno 56% , una tendenza che ha invertito la rotta solo dal 2015, fino ad un incremento del 10% nel 2017, anno in cui i prodotti della Cooperativa hanno coperto quasi il 6% del fabbisogno regionale, con l’obiettivo di raggiungere il 10% entro il 2019. I numeri parlano chiaro, mangiare carne sana e locale è un trend in crescita, che fa bene al consumatore ma anche all’economia della Regione: un fatturato di 1 milione di euro nel 2016, raddoppiato nel 2017 per la Cooperativa, che vuole arrivare a 3 milioni nel 2018.

 

 

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